Local feeding specialization of the red fox (Vulpes vulpes) in response to eastern cottontail (Sylvilagus floridanus) introduction (NW Italy)
 
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Dipartimento di Biologia Animale, Università di Pavia, Piazza Botta 9, 27100 Pavia
Publish date: 2006-03-10
 
Hystrix It. J. Mamm. 2005;16(2)
ABSTRACT
Abstract To appreciate the influence of the introduction of the Eastern cottontail (Sylvilagus floridanus) on the food habits of the red fox (Vulpes vulpes), between June 1998 and February 2000 fox diet was investigated by means of scat analysis (N=115) in a 250 ha wide Natural Reserve of NW Italy, and compared with data collected in the same area prior to cottontail colonization (1988-1989). Comparison included also the diet of badgers (Meles meles), considered as potential competitors for food resources. Alien lagomorphs (mean percent volume, Vm% = 68%) represented by far the most exploited resource, only three other food items reaching values of mean percent volume barely higher than 5%. Cottontails frequency of occurrence did not vary according either to season or to their reproductive cycle (II-IX vs. X-I), whilst diet niche breadth varied inversely proportional to the use of this key-resource. Overall fox trophic niche breadth varied from 0.64 in 1988-89 to 0.31 in 1998-00 (B, Levin’s index). These findings led us to consider the feeding habits of the fox in the study area as a result of local specialization of a typical generalist carnivore, according to the predictions of optimal foraging theory. No variation occurred in the badger niche breadth since cottontail introduction, whilst niche overlap between foxes and badgers decreased from 0.59 to 0.13 (O, Pianka’s index), possibly reducing competition for food in summer. Riassunto Specializzazione alimentare a livello locale della Volpe Vulpes vulpes in risposta all’introduzione del Silvilago Sylvilagus floridanus (Italia nord occidentale). Per valutare gli effetti dell’introduzione del Silvilago (Sylvilagus floridanus) sul comportamento alimentare della volpe (Vulpes vulpes), nel periodo giugno 1998-febbraio 2000, la dieta del carnivoro è stata definita tramite l’analisi di 115 feci raccolte nella Riserva Naturale “Garzaia di Valenza” (Provincia di Alessandria, Italia nord occidentale) di circa 250 ha. I risultati ottenuti sono stati confrontati con quelli conseguiti nella medesima area prima dell’introduzione del Silvilago, oltre che con quelli disponibili sulla dieta del Tasso (Meles meles), che può essere ritenuto un potenziale competitore per le risorse alimentari. I lagomorfi sono risultati la categoria alimentare maggiormente consumata (volume medio percentuale, Vm% = 68%), mentre solo tre altre categorie hanno raggiunto valori di Vm di poco superiori al 5%. Non sono emerse variazioni stagionali o relative al periodo riproduttivo (febbraio-settembre vs. ottobre-gennaio) del Silvilago, anche se l’ampiezza di nicchia complessiva è risultata inversamente proporzionale al consumo di lagomorfi. L’ampiezza di nicchia della Volpe è scesa da 0,64 nel 1988-89 a 0,31 nel 1998-00. Nel complesso, la dieta della Volpe nell’area di studio può essere considerata l’espressione di una specializzazione a livello locale, così come previsto dalla teoria del foraggiamento ottimale. Non è emersa alcuna variazione per l’ampiezza di nicchia del Tasso, mentre il grado di sovrapposizione (indice di Pianka) tra il mustelide e la Volpe è nettamente diminuito (da 0,59 a 0,13). In questi termini la specializzazione della Volpe potrebbe rendere minima la competizione alimentare con il Tasso, in particolar modo in estate, quando la siccità limita la disponibilità di lombrichi.
eISSN:1825-5272
ISSN:0394-1914