Valutazione dello status della Lontra (Lutra lutra) nel Parco Nazionale del Pollino
 
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Dipartimento di Biologia Animale, Università di Pavia
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Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica
Publish date: 2003-10-31
 
Hystrix It. J. Mamm. 2003;14(IV ATIt Congress Supplement)
ABSTRACT
Tra i Mustelidi italiani, la Lontra è la specie più facilmente contattabile attraverso il rinvenimento di segni di presenza (feci, secreti anali). Questi segnali olfattivi sono largamente impiegati per definire la distribuzione, l'abbondanza, l'uso dell'habitat e delle risorse alimentari, e per valutare, mediante analisi genetiche, la consistenza della popolazione. La presente ricerca, condotta dal 2001 al 2002, affronta questi argomenti nel Parco Nazionale del Pollino, che rappresenta un ponte di collegamento di vitale importanza tra le popolazioni di Lontra gravitanti sui bacini idrografici campano-lucani e calabresi. Il monitoraggio della specie ha interessato 32 stazioni di campionamento mensile, che sono state caratterizzate dal punto di vista ambientale e, tramite elettropesca, delle disponibilità trofiche. Su un totale di 589 rilevamenti effettuati, 481 (81,7%; min-max = 30,4-100; DS = 22,1) hanno consentito di accertare che la Lontra è distribuita con continuità su 230 km circa di corsi idrici, pari al 56 % della rete idrografica del Parco. La percentuale di positività particolarmente elevata delle stazioni di campionamento e sostanzialmente stabile nel periodo di studio, testimonia una presenza consolidata della specie nel Parco, gravitante soprattutto sui bacini del Sinni e del Mercure-Lao, dove si concentrano le stazioni positive al marcamento per oltre il 90% dei rilevamenti. L'intensità media di marcamento è risultata di 12,0 siti/km e di 29,3 segni/km, valori più elevati rispetto a quelli registrati nel 1987-91 in altri fiumi italiani. La densità ittica (numero di pesci/100 m²) e la quota sembrano i fattori maggiormente influenzanti il marcamento. L'andamento del marcamento mostra variazioni significative sia in relazione alle diverse stagioni dell'anno sia, per alcune stazioni, confrontando i risultati complessivi dei due anni di studio. Per ottenere un quadro complessivo della distribuzione dell'attività di marcamento, il corso del Fiume Sinni è stato oggetto di cinque monitoraggi estesi a un tratto di 39 km. L'intensità del marcamento è stata confrontata con esito positivo con la disponibilità di situazioni potenzialmente favorevoli alla presenza dell'ittiofauna (pozze naturali e artificiali, canneti, saliceti, macchie di vegetazione sommersa), suggerendo che il marcamento potrebbe essere influenzato dalla distribuzione delle fonti trofiche. La raccolta di feci e secreti anali "freschi" (N=105) ha permesso di ottenere campioni biologici per le analisi genetiche, condotte presso l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Dall'analisi di 33 campioni sono stati identificati 19 individui, che, rapportati alla lunghezza dei corsi idrici frequentati dalla specie e alla relativa intensità del marcamento, hanno permesso di stimare una popolazione complessiva di 22-32 lontre. L'indagine ha consentito di ottenere informazioni utili per una corretta gestione della rete fluviale del Parco, finalizzata alla conservazione della specie e all'incremento dei potenziali corridoi d'espansione.
eISSN:1825-5272
ISSN:0394-1914