L'areale italiano del gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris): ancora un dilemma?
 
 
More details
Hide details
1
Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia, Università degli Studi di Perugia
Publish date: 2003-10-31
 
Hystrix It. J. Mamm. 2003;14(IV ATIt Congress Supplement)
ABSTRACT
Nel 1992 dall'Aspromonte l'area di distribuzione del gatto selvatico europeo si arrestava al parallelo UTM 4800000 Nord, su una linea corologica che andava da Piombino a Fabriano (Ragni et al. 1994). Nessuna spiegazione ecologica poteva giustificare i 450 chilometri di iato corologico che separava tale linea dal frammento di areale disgiunto delle Alpi Liguri; ad Est la stazione più prossima era ubicata nell'area del Cansiglio (Prealpi Venete). Dopo un decennio si presenta un aggiornamento sullo stato del "dilemma". Dal giugno 1992 al giugno 2003 sono stati raccolti 46 reperti (esemplari rinvenuti morti, catturati vivi o fotografati in natura) in Toscana, Umbria e Marche, le regioni "tagliate" dal limite d'areale peninsulare. Uno solo dei reperti risulta rinvenuto a Nord di detto limite: "sui monti di Carpegna", in Provincia di Pesaro-Urbino all'altezza del parallelo UTM 4850000 Nord; si tratta di un maschio adulto, abbattuto illegalmente. La nuova stazione zoogeografica è separata dal limite del 1992 con un salto longitudinale di almeno 50 chilometri, così come i 12440 Kmq di Penisola Italiana compresi tra i due paralleli risultano completamente privi del felide. Analogamente a quello spaziale si osserva un salto temporale di 10 anni (giugno 1992-ottobre 2002) tra le due condizioni corologiche. Al contrario, i 13200 Kmq di penisola compresi tra il parallelo "storico" e quello posto 50 chilometri più a Sud, sono punteggiati da 35 reperti con distribuzione spaziale relativamente uniforme; così come la distribuzione delle stazioni nel tempo. Se si esclude il ritrovamento di Carpegna i limiti di areale definiti nel 1992 sono rimasti immutati: le nuove stazioni peninsulari confermano, al giugno 2003, la linea Piombino-Fabriano; le nuove stazioni Nord-orientali confermano, all'ottobre del 2002, l'area del Cansiglio; mentre, dopo il 1992, le stazioni della Liguria occidentale, che risalivano già al 1981, non hanno ricevuto alcuna conferma. In conclusione, dal punto di vista della dinamica d'areale F. s. silvestris in Italia si mostra, complessivamente, molto conservativo: un fenomeno noto anche per un altro felide, la lince eurasiatica nel suo areale alpino. La situazione sopra delineata, quindi, impone di considerare il ritrovamento di Carpegna con molta prudenza: per escludere la possibilità che si tratti delle conseguenze di un intervento antropico o di un evento naturale stocastico, occorre sviluppare un monitoraggio intensivo in adeguate aree di studio, al fine di verificare l'esistenza di una popolazione vitale del felide.
eISSN:1825-5272
ISSN:0394-1914