Factors affecting the distribution of fox dens in northern Italy / Fattori influenzanti la distribuzione delle tane di volpe (Vulpes vulpes) in Italia settentrionale
Alberto Meriggi 1  
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Dipartimento di Biologia Animale, Università di Pavia
Publish date: 1991-07-09
 
Hystrix It. J. Mamm. 1991;3(1)
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ABSTRACT
Abstract From 1st. October to 31st. December 1988 the fox dens were censused in an area of 2,589 km² in Northern Italy. The mean density was 0.67 dens/km². Significant differences resulted between the density found in the four altitudinal ranges: plain 0.28 dens/km² (S.D.=0.30); low hill 0.71/km² (S.D.=0.37); middle hill 1.20/km² (S.D.=0.35); mountain 0.41/km² (S.D.=0.42). The highest densities were recorded in protected areas (0.98 dens/km²), while the lowest values were found in hunting areas (0.41/km² in social hunting ground and 0.33/km² in estates). The density was positively correlated with the mean altitude (r=0.443, P<O.O1), with human settlement density (r=0.377, P<O.O1), with road system development (r=0.483, P<O.OO1), and with the percentage of woods and wastelands (r=0.397, P<0.01). The multiple regression analysis (R²=0.59, F=12.15, P<0.001) showed that the variables which mainly contributed to the model, are the mean altitude and the percentage of arable lands. Dens were preferably situated in woods and in areas with rocky outcrops. On the contrary, cultivated lands were avoided. In the plain, where woods were scarce bushes were also used. The preferred conditions of micro-habitats close to the den correspond to a vegetation structure which insures a sufficient insolation, freedom of movements to the animals, and, in the same time, a good protection of the den. Most part of the dens (69%) was situated within 500 m from villages. The distribution of dens seems to depend mainly on prey availability and on the number of places sufficiently protected from man's disturbance. Riassunto Dal 1 ottobre al 31 dicembre 1988 sono state censite le tane di Volpe (Vulpes vulpes) in provincia di Piacenza (2.589 km², 48 comuni). La densità media provinciale è stata di 0,67 tane/km². Differenze significative sono risultate tra le densità delle 4 fasce altimetriche della provincia: pianura 0,28/km² (D.S.=0,30); bassa collina 0,71/km² (D.S.=0,37); media collina 1,20/km² (D.S.=0,35); montagna 0,41/km² (D.S.=0,42). Le densità più elevate sono state registrate nei territori protetti (0,98 tane/km²), quelle più basse nelle Aree a gestione sociale della caccia (0,41/km²) e nelle Aziende faunistico-venatorie (0,33/km²). La densità è risultata correlata positivamente con l'altitudine media (r=0,443; P<O,O1), la densità dei centri abitati (r=0,377; P<0,01), lo sviluppo della rete stradale (r=0,438; P<0,001) e con la percentuale dei boschi e incolti (r=0,397; P<O,OO1). L'analisi di regressione multipla (R²=0,59; F=12,15; P<O,O01) ha mostrato che le variabili che contribuiscono in misura maggiore al modello sono l'altitudine media e la percentuale di coltivazioni arate a rotazione. Le tane vengono preferenzialmente collocate nelle formazioni boschive e nelle zone con affioramenti rocciosi; vengono invece evitate le zone coltivate. In pianura, dove i boschi sono molto ridotti, vengono anche utilizzati i cespugliati. Le condizioni di micro-habitat preferite corrispondono a una struttura della vegetazione tale da garantire una sufficiente insolazione, libertà dei movimenti in vicinanza della tana e nello stesso tempo buona protezione della stessa. La maggior parte delle tane (69%) è collocata entro 500 m dalle zone abitate. La distribuzione delle tane nel territorio considerato dipende in gran parte dalla disponibilità di prede e di luoghi sufficientemente protetti dal disturbo e dalla persecuzione dell'uomo.
eISSN:1825-5272
ISSN:0394-1914